di LUCA BALDAZZI

Ambasciatori e promotori del “made in Italy” a tavola. Per diventarlo bisogna studiare materie come formaggi, vino, pasta, salumi, olio d’oliva. E non basta assaggiare, sarebbe troppo facile: occorre conoscere tecnologie, processi e cicli di produzione, segreti e particolarità dei prodotti tipici che rendono la cucina italiana famosa nel mondo. Da qualche anno “gastronomo” non significa semplicemente “buongustaio”, ma una figura professionale completa che opera nella produzione, distribuzione, marketing e comunicazione dell’agroalimentare di qualità.

A valorizzare le nostre eccellenze in tema di cibo, e a sfruttarne tutte le potenzialità anche come “richiamo” turistico e culturale, si impara in una scuola speciale targata Slow Food.