Razzismo a Milano
L’hanno abbandonato su un marciapiede dopo un grave incidente sul lavoro. Non è accaduto in una sperduta contrada nel napoletano e nemmeno nella complicata perferia romana. Siamo a Milano, nella città “da exporre”, così fiera di stare sulla scena internazionale. La vittima è un giovane marocchino, A.M., di 23 anni, irregolare. Il ragazzo ieri stava lavorando, al nero, in una carrozzeria in via Ripamonti, quando è stato colpito da una scossa elettrica. Il titolare dell’officina non ha trovato niente di meglio da fare che portarlo fuori, parecchie centinaia di metri lontano dal “suo” buco (i carabinieri in un successivo sopralluogo dopo averne accertato le precarie condizioni strutturali l’hanno chiuso). A salvare la vita all’operaio sono stati alcuni passanti che hanno chiamato i soccorsi. A confermare il suo lavoro irregolare sono anche il fratello e un amico. Il 23enne è caduto a terra sbattendo la testa dopo aver preso una scossa. Una versione che ha trovato conferma nelle macchie di sangue ritrovate nell’officina e sull’auto nera che veniva riparata. Per il gestore dell’officina, Filippo R. di 64 anni è scattata la denuncia per lesioni colpose e per l’impiego di manodopera clandestina.
Anche due giorni fa,quattro vittime sul lavoro in poche ore e quell’allarme della Cgil («la crisi fa dimenticare la sicurezza) che rischia di rimanere inascoltato. Gli incidenti mortali di ieri: due uomini – uno di 80 anni e l’altro di 46 – sono morti nel crollo di un tetto sul quale stavano lavorando ad Artegna in provincia di Udine. La parte centrale della copertura del tetto, in plastica trasparente tipo plexiglas, ha ceduto al passaggio dei due artigiani che sono precipitati per 8 metri. Nel Veneziano, in un’azienda specializzata in carpenteria metallica, un uomo è rimasto schiacciato da una trave di metallo del peso di otto-nove quintali. Un quarto operaio, di 43 anni, è morto a Chieti dopo un volo di alcuni metri da una piattaforma mobile fermata da un guasto. Un’ora di sciopero di tutte l’aziende della città decisa per l’11 settembre.
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





