FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

 

La manovra finanziaria è solo l’ultimo atto di un governo che in nome di una illusoria uscita dalla crisi, di una falsa ripresa, sta mandando al macero un intero paese. I diritti fondamentali delle persone, quelli della Costituzione, dei trattati internazionali, vengono calpestati in nome del mercato come regolatore di tutto, della vita stessa. La crisi, causata da decenni di politiche liberiste di sfruttamento e di demolizioni dello stato sociale, vogliono farla pagare a chi già ne sta subendo gli effetti catastrofici: lavoratori, precari, pensionati, persone con disabilità. La “malattia” invece di essere curata viene scientificamente aggravata per salvare il gioco sporco di banche e speculatori.

Infatti, le misure dei diversi paesi europei, di centrodestra e centrosinistra, pilotate dalla regia internazionale di Bce e Fmi, con il benestare dell’Ue, risultano inadeguate per uscire dalla fase di crisi economica attuale e avviteranno il continente europeo in una spirale recessiva sempre più grave. Le politiche restrittive, che comprimono ulteriormente i consumi, oltre che socialmente inique, aumentano l’indebitamento invece che ridurlo.

In Italia, la manovra di 24 miliardi e 965 milioni di euro, che si aggiunge ai tagli della finanziaria triennale varata dal governo, avrà conseguenze devastanti. Aumenteranno disoccupazione, disuguaglianze e povertà. Vengono tagliati i trasferimenti a regioni e comuni: meno prestazioni e servizi essenziali sul territorio; vengono tagliate le pensioni, bloccando per un anno la pensione per tutti i lavoratori; viene tagliato il pubblico impiego, bloccando i contratti e gli scatti nella scuola; si innalza a 65 anni l’età pensionabile per le donne già dal 2012; aumenta la percentuale dal 74% al 85% per accedere all’assegno di invalidità, colpendo “veri invalidi” come persone con sindrome di down e sordomuti; chiude il 40% degli enti pubblici di ricerca; si introduce l’ennesimo condono edilizio mascherandolo con il nome “sanatoria catastale”.

 

Fermiamoli! Avanziamo un’opposizione politica e sociale forte contro chi sta affossando il paese.

 

Per uscire dalla crisi è necessario avviare una stagione di ridistribuzione di reddito e benessere, aumentando salari e pensioni, stabilizzando i precari, rafforzando il sistema di protezione sociale, sostenendo la scuola e la ricerca pubblica.

 

Si può fare attraverso: una vera lotta all’evasione; una giustizia fiscale basata sul principio di progressività costituzionale: chi ha di più paghi di più!; l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie; l’introduzione della patrimoniale; il ripristino dell’Ici per i redditi alti; il taglio delle spese militari, a partire dal ritiro delle truppe in Afghanistan; il taglio delle auto blu.

 

IL 12 GIUGNO SCENDIAMO IN PIAZZA AL FIANCO DELLA CGIL E PREPARIAMO UNO SCIOPERO GENERALE EUROPEO!!!

 

la RedAzione di controlacrisi.org

09/06/2010

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute