
Chernobyl day e la memoria corta dei due amiconi
Il 26 aprile del 1986 esplodeva il reattore nucleare di Chernobyl, in Bielorussia, causando la più grave catastrofe atomica della storia. Oggi, facciamo ancora i conti con quei problemi.
Berlusconi e Putin hanno del tutto rimosso il tema del rischio nucleare, perché hanno spudoratamente scelto proprio l’anniversario della tragedia , ventiquattro anni fa in Bielorussia, per sottoscrivere l’accordo di cooperazione nucleare fra i due paesi,. Fra i progetti, la realizzazione della centrale nucleare di Kaliningrad in Russia, ovviamente di terza generazione, mentre Berlusconi ha ri-annunciato l’avvio dei lavori della prima centrale nucleare in Italia entro tre anni, cioè prima della fine della legislatura.
«Bloccheremo le centrali nucleari di Berlusconi in ogni caso; se lo tolga dalla testa di fare delle centrali nucleari in Italia, il problema è che lui lo sa, per il nucleare butterà via milioni e milioni di euro in progetti senza senso non finanziando le energie alternative». È stato ieri pomeriggio a Genova il monito del portavoce della Federazione della Sinistra Paolo Ferrero. «Berlusconi vuole il nucleare unicamente per fare affari con i suoi amici Sarkozy e Putin – ha commentato Ferrero – non si sa quanto siano affari politici o privati, è un non senso in Italia non esiste un metro quadrato di terreno che risponde ai criteri di sicurezza usati negli Stati Uniti per il nucleare». «I 24 mld stanziati dal governo per il nucleare – ha continuato Ferrero – bisognerebbe usarli per le energie alternative, l’Italia potrebbe diventare un Paese guida per l’uscita dalla crisi e invece non si produce nemmeno un pannello solare».
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





