Servizio civile, laicità e democrazia. Alle Chiese valdesi e metodiste italiane

Vorremo, in questo giorno in cui si celebra nelle nostre Chiese la libertà civile raggiunta il 17 febbraio 1848 raccontarvi una vicenda che ci è capitata non solo come Diaconia valdese, ente che gestisce per conto delle Chiese valdesi e metodiste in Italia diverse decine di giovani volontari del Servizio civile nazionale, ma anche, pensiamo, come cittadini.

Ripercorriamo brevemente i fatti:

• La settimana scorsa l’Ufficio nazionale del Servizio civile (Unsc), che dipende dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ha divulgato l’invito a tutti i giovani volontari di Servizio civile a partecipare il 28 marzo a un’udienza dal papa. Nell’invito si diceva che l’udienza era valevole per i volontari come “formazione generale” (cioè rientrava tra la formazione che è per legge obbligatoria e a carico degli enti).

• Il 6 febbraio la Csd-diaconia valdese ha diffuso una nota per manifestare il proprio stupore per l’iniziativa ed evidenziava come questa “marchi una disuguaglianza e ancora una volta la mancanza di un corretto riconoscimento dei relativi ambiti di azione della religione e dello Stato”.

• Subito sono state numerose le segnalazioni di condivisione alla presa di posizione della Csd diaconia valdese e della Federazione delle chiese evangeliche in Italia che contemporaneamente ha manifestato il proprio sconcerto per l’iniziativa dell’Unsc.

• Il 10 febbraio dall’Unsc è giunta alla Csd-diaconia valdese la seguente nota: “Con riferimento al Comunicato Stampa del 6 c.m. corre l’obbligo di precisare che non è consentito a chi è ispirato da pregiudizi ideologico-religiosi, valutare la portata formativa dell’incontro dei giovani del SCN con Sua Santità Benedetto XVI, illustre cattedratico, indipendentemente dal suo carisma di Sommo Pontefice. L’udienza dei giovani con Sua Santità, perciò, non inficia i valori fondanti del SCN citati – laicità compresa…”.

Faceva effetto leggere queste parole tra l’altro mentre ci si preparava a ricordare le libertà civili concesse ai valdesi con le lettere Patenti il 17 febbraio 1848.

• Increduli, ma agguerriti e pronti a rispondere, l’11 febbraio abbiamo chiesto alla direzione generale del Servizio civile nazionale di confermare o smentire queste parole inammissibili in un Paese non solo laico ma anche democratico.

• Il 12 mattina il sottosegretario Carlo Giovanardi con delega al Servizio civile, ha deciso di prendere in pugno la situazione telefonando al presidente della Csd-Diaconia valdese, Marco Armand Hugon, intanto per smentire quanto affermato nella nota del 10 febbraio, affermazioni ritenute anche dal lui inammissibile, e per comunicare la decisione presa di non dare più valore di “formazione” all’udienza papale.

• Nella mattina stessa del 12 febbraio la dicitura “l’Udienza, è riconosciuta quale formazione generale” è scomparsa dall’annuncio pubblicato sul sito Internet dell’Unsc. Ora siamo in attesa, ma confidiamo che arriverà presto come del resto promessa e preannunciata dal sen. Giovanardi, la lettera ufficiale di scuse per la nota del 10 febbraio.

Il nostro racconto finisce, per il momento, qui: una vicenda inquietante conclusa meglio di come era iniziata.

Ma ci chiediamo: se tacevamo avrebbe imboccato la stessa strada?

La Commissione sinodale per la diaconia della Chiesa valdese

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute