
IL grande (???) moralizzatore
Porcata numero 1.
Mentre nella manovra del Governo Berlusconi s’innalza, di fatto, a 66 anni la pensione di vecchiaia e si prolungano le uscite fino a un anno per coloro che hanno maturato i 40 anni di anzianità (compresi i lavori gravosi e usuranti che riducono l’aspettativa media di vita rispetto a quella di altre categorie), è bene sapere che il ministro Renato Brunetta percepisce una pensione INPDAP di 4.351,07 euro mensili lordi, in virtù dell’abbandono – raggiunta l’età minima – della cattedra da professore all’università romana di Tor Vergata.
A questa pensione, il moralista (con il c… degli altri) Renato Brunetta, aggiunge lo stipendio di parlamentare (5.468,58 euro al mese) + la diaria mensile e i rimborsi spese (8.000 euro) + i 46.113 euro mensili come ministro della Repubblica.
In totale Brunetta guadagna 63.932 euro lorde al mese, che con l’ipotesi di riduzione del numero di aliquote fiscali sarà tra i “lavoratori” che beneficeranno della riforma che ha in testa Berlusconi.
Per questo Renato Brunetta è un “riformista” convinto.
Porcata numero 2.
Dovete sapere che nel disegno di legge sulle intercettazioni, zitti zitti alcuni senatori del PDL e della Lega Nord, guidati da Maurizio Gasparri, avevano “infilato” l’emendamento 1.707, in cui si aboliva l’obbligo di arresto in flagranza di reato nei casi di violenza sessuale nei confronti dei minori.
Dopo che si è smascherato il senso dell’emendamento, c’è stato a destra il fuggi fuggi dei firmatari. Ma in questo caso non erano necessarie le intercettazioni per scoprirli. I nomi dei senatori appartenenti alla lobby dei pedofili in parlamento sono scritti nero su bianco negli atti parlamentari.
Ecco i nomi dei firmatari l’emendamento 1.707:
Maurizio Gasparri (presidente Gruppo PDL Senato)
Federico Bricolo (Lega Nord Padania)
Gaetano Quagliarello(PDL)
Roberto Centaro (PDL)
Filippo Berselli (PDL)
Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania)
Sergio Divina (Lega Nord Padania)
Se fossimo in un paese normale avrebbero già dato le dimissioni per la vergogna!
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





