Dossier Fish “Raccontiamola giusta”
2 milioni e 600 mila le persone con un handicap in Italia, 200 mila in meno quelle che percepiscono una pensione d’invalidità o un’indennità di accompagnamento. Oltre la metà, poi, sono anziane
Disabili e invalidi non sono la stessa cosa: “l’invalidità civile è un concetto più ristretto e datato di quello di disabilità”. Questa è solo una delle definizioni contenute nel dossier “Raccontiamola giusta”, un rapporto con dati e cifre ufficiali realizzato dalla Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) per contrastare la campagna mediatica nei confronti delle persone disabili. Allora il ministro dell’Economia Tremonti ha sbagliato quando, durante la conferenza stampa di presentazione della manovra correttiva del 26 maggio 2010, ha detto che l’Italia “è un Paese che ha 2,7 milioni di invalidi”? Sì, perché 2 milioni e 600 mila sono le persone disabili, non quelle invalide (Fonte: Istat 2010, “La disabilità in Italia”). Gli invalidi civili, i ciechi e i sordi civili e le persone che percepiscono un’indennità di accompagnamento sono circa 2 milioni e 400 mila. Stime prudenziali basate su dati Inps e Istat indicano poi che la metà delle persone disabili in Italia ha più di 80 anni. Inoltre il 62,2% delle persone disabili è colpito da tre o più patologie croniche.
Sempre secondo l’ultima rilevazione Istat, la presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere una delle principali cause di impoverimento (assenza di lavoro, sovraccarico assistenziale per la famiglia, costi socio-sanitari, riflessi negativi sulla carriera lavorativa dei familiari). E se 2.000 euro mensili è il costo medio per una badante assunta a tempo pieno, 480 euro è l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento. In media, poi, le persone disabili assumono regolarmente quattro farmaci diversi contro i 2,5 del resto della popolazione. Inoltre risultano occupate meno del 18% delle persone con disabilità in età lavorativa, e solamente il 3% ha come fonte principale un reddito da lavoro. Infine, l’80% delle famiglie in cui è presente una persona disabile non riceve alcun aiuto o supporto pubblico da istituzioni, comuni e Asl.
E la spesa per l’invalidità? Il Rapporto 2009 dell’Inps parla di 16 miliardi di euro, che equivalgono a circa l’1% del Prodotto interno lordo (Pil), mentre 100 milioni di euro è quanto recuperato dall’Erario con il piano straordinario di controlli. Perfino il Portogallo (2,4% del Pil), la Polonia (1,7%), la Slovenia (1,9%) e l’Ungheria (2,1%) spendono più dell’Italia in materia di invalidità. Il nostro Paese si colloca anche sotto la media europea, che è del 2% del Pil. (Fonte: Relazione 2010 sulla situazione economica del Paese fatta dal ministero dell’Economia). E la spesa per le politiche sociali? Lo stanziamento per il Fondo sociale nazionale è sceso, nel 2008, sotto i 1.500 milioni di euro e nel 2011 sarà ancora meno: 960 milioni di euro. Per il Fondo per le non autosufficienze, invece, non è previsto alcuno stanziamento nel 2011 (Fonte: ministero del Welfare).
I dati contenuti in “Raccontiamola giusta”, il dossier della Federazione italiana per il superamento dell’handicap, sono consultabili su www.fishonlus.it.
(mt) 06/07/2010
fonte: redattoresociale.it
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





