Una signora fissa la bvandiera italiana su un cumulo di spazzatura durante l'ennesima protesta con blocco stradale a Napoli, il  21 giugno 2011, per sollecitare la rimozione dei cumuli di rifiuti.

Napoli, la nostra piccola grande rivoluzione

 

A poco più di un mese dall’insediamento della nuova Giunta non è possibile trarre un bilancio dell’attività svolta sulla spinosa questione rifiuti, ma è evidente il cambiamento radicale nell’approccio al problema e nelle strategie messe in campo per il suo definitivo superamento, come delineate nella prima delibera di Giunta del 16 giugno scorso.

In primo luogo, è necessario chiarire che la situazione ereditata è apparsa subito drammatica sia per la mancanza di una seria programmazione amministrativa, sia per la carenza di fondi immediatamente disponibili e sia per la mancanza di impiantistica adeguata, anche a livello regionale.

Inoltre, la fragilità dell’intero sistema provinciale e regionale che gestisce gli impianti di trattamento e programma i flussi di conferimento dei rifiuti, ci ha convinti ad operare affinché la città di Napoli possa giungere, nel più breve tempo possibile, ad una sorta di autonomia sul tema, tanto in termini di impiantistica che di gestione dei fondi nazionali ed europei.

Ci siamo mossi, quindi, contemporaneamente in due direzioni: da un lato, agire per liberare le strade della città dai rifiuti nel più breve tempo possibile; dall’altro, avviare, fin da subito, un ciclo virtuoso dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, la realizzazione degli impianti di compostaggio e degli impianti per il trattamento meccanico manuale, che chiudono il ciclo superando definitivamente la necessità di ricorrere in futuro a nuove discariche e all’incenerimento.

Sul fronte degli interventi immediati, sono stati attivati alcuni siti di trasferenza nel perimetro urbano, che oggi sono funzionali alla rimozione dei cumuli di rifiuti dalle strade e domani, adeguatamente rimodulati, saranno parte integrante del ciclo virtuoso che stiamo realizzando.

Stiamo lavorando, poi, alla possibilità di trasferire, per qualche mese, i rifiuti della città di Napoli in alcuni paesi esteri e, sul fronte più strettamente politico, a superare gli ostacoli che vengono frapposti alla possibilità di realizzare azioni di solidarietà che pure giungono da altre regioni d’Italia.

Nel contempo, sempre per far fronte all’emergenza, sono state emanate due ordinanze sindacali con cui, tra le azioni adottate, sono state previste anche alcune isole ecologiche mobili ed è stato posto il divieto del monouso negli esercizi pubblici per la somministrazione di cibi e bevande.

Sul fronte degli interventi strutturali, abbiamo avviato l’estensione della raccolta differenziata porta a porta ad altri 146.000 abitanti, raddoppiando in pochi mesi la popolazione interessata da questo servizio, con l’obiettivo strategico di estenderla successivamente all’intera città. Realizzeremo altre isole ecologiche fisse per garantirne una in ogni Municipalità e stiamo recuperando un impianto di compostaggio già realizzato in provincia di Napoli, e mai entrato in funzione, e lavorando per realizzarne altri ex novo nel perimetro urbano.

Queste sono solo alcune delle azioni poste in essere in queste prime settimane di lavoro, ma molte altre sono le iniziative che quotidianamente realizziamo anche in collaborazione con le Associazioni di categoria, per rendere il sistema più efficace.

Sul versante della partecipazione democratica alle scelte dell’Amministrazione, stiamo, inoltre, operando perché ci sia uno scambio e un confronto permanente con i cittadini e le Associazioni che si occupano delle problematiche ambientali e, in tal senso, abbiamo attivato una mailing list ed abbiamo già svolto, nel palazzo comunale, alcuni incontri molto partecipati, raccogliendo proposte e contributi.

L’amministrazione comunale e la sua partecipata Asia hanno iniziato a collaborare anche con i cittadini e le associazioni che, con grande entusiasmo, stanno realizzando interventi di pulizia e riassetto di alcune piazze e giardini della città come nel caso della bella iniziativa dei ragazzi di CleanNap e di “friarielli”.

Sentiamo la pressione ed il sostegno della città in questa opera, ma anche il boicottaggio di quanti, a livello locale e nazionale, puntano al fallimento di questa innovativa esperienza politica e amministrativa. Napoli si candida ad essere un modello avanzato e di sperimentazione di un ciclo virtuoso dei rifiuti, mettendo al bando la logica discariche-inceneritori su cui si è consolidato il sistema affaristico criminale degli ultimi 20 anni.

 

Tommaso Sodano

Assessore all’ambiente

 

vicesindaco di Napoli

23/07/2011

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fonte: blog.libero.it/lavoroesalute