Ora al lavoro per i diritti politici
La sentenza della Corte Costituzionale, che respinge in toto i ricorsi del governo contro la legge toscana sull’immigrazione, rappresenta un risultato importante per la Toscana, per la riaffermazione dei diritti fondamentali di tutte le persone – siano esse migranti o meno. Una sconfitta dell’impostazione “persecutoria” della destra in materia di immigrazione è la dimostrazione del valore della nostra Costituzione.
La legge fu approvata dopo uno scontro durissimo con il centrodestra in consiglio regionale che attraverso la presentazione di centinaia di emendamenti e l’uso ostruzionistico del regolamento di aula provò a impedirne sino alla fine l’approvazione. La legge fu, al contrario, fortemente sostenuta da Rifondazione Comunista, che giocò a suo tempo un ruolo significativo nel percorso fatto dalla sinistra, dalle associazioni e dalla società civile toscana, perché la nuova normativa arrivasse al compimento del suo iter istituzionale.
La sentenza rappresenta, dunque, una sonora bocciatura di una destra che ha fatto, anche in Toscana, del fomentare le paure del “diverso” e della “guerra tra poveri” la modalità di costruzione del consenso. L’attacco alla legge toscana sull’immigrazione era stato l’asse portante della campagna elettorale della destra alle amministrative e alle regionali. Oggi – tramite i giudici costituzionali – i principi di umanità e di eguaglianza dei diritti fondamentali che ispirano la nostra costituzione sono stati confermati e hanno permesso di respingere questa impostazione sbagliata.
Un giorno importante per la Toscana, quindi, per la propria tradizione di civiltà, che oggi viene riaffermata.
Si tratta a questo punto di andare oltre; ai diritti sociali vanno aggiunti i diritti politici. I mesi che ci stanno di fronte vedranno la Regione impegnata in una iniziativa nei confronti del Parlamento per ottenere una legge che introduca il diritto di voto e diritti di cittadinanza per i cittadini stranieri residenti nel nostro Paese.
Salvatore Allocca
Assessore Regione Toscana
24/07/2010
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





