Vetture da centomila euro pubblicizzate in tv

 

Chi scrive ricorda con piacere e ovviamente con un pizzico di nostalgia, quando, da bambino, insieme agli amici, sgranava gli occhi al passaggio di vetture ultrasportive, come Ferrari, Maserati, Jaguar, Porsche o Lamborghini. O si fermava a guardarne gli interni se le vedeva parcheggiate fino ad osservarne il contachilometri che segnava anche i trecento chilometri orari. La memoria corre indietro nel tempo ma le immagini sono nitide, come nitido è il ricordo di quelle che potevamo considerare delle apparizioni, proprio perché auto supersportive allora non se ne vedevano molte. Erano un lusso che si potevano permettere in pochi, anzi pochissimi, mentre, in pieno boom economico, le strade cominciavano a riempirsi di auto piccole e medie. Ora le cose sembrano cambiate completamente. Viviamo in una società decisamente più povera e priva di prospettive, dove esiste però una nicchia relativamente consistente di ricchi, i quali, più che in altre epoche storiche, riesce ad accumulare denaro non sempre guadagnato lecitamente, come dimostrava ieri il servizio di Presa diretta sulla corruzione e sull’evasione fiscale in Veneto dove uno dei protagonisti di quella squallida vicenda si vantava di girare a bordo di queste vetture. E infatti di auto come quelle che abbiamo citato prima se ne vedono se non molte abbastanza. I ragazzini di adesso insomma non devono fare la fatica che facevamo noi potremmo dire ironicamente. Tanto per fare delle cifre nel 2009 nel Belpaese sono state vendute 620 Ferrari, 151 Lamborghini e 180 mila fra Mercedes, Bmw, Audi e un totale di 206 mila auto dal prezzo di 103 mila euro. Quando solo 76 mila italiani hanno dichiarato al fisco più di 200 mila euro lordi. E non basta. Per marchi come quello del Cavallino rampante, tanto per fare un esempio, l’Italia è il secondo mercato al mondo superato solo di poco e a seconda dei modelli, da Paesi come gli Stati Uniti e la Germania, le cui ricchezze ufficiali sono ben più elevate delle nostre. A completare questo quadro c’è la pubblicità televisiva. E’ ormai consuetudine guardare spot commerciali per vetture non proprio alla portata di tutti. Suv, modelli di classe medio alta sono proposti in continuazione alla famiglie italiane, magari acquistabili in “comode” rate di centinaia di euro mensili. Recentemente il massimo è stato raggiunto da una pubblicità di una Bmw serie 6, il cui costo va dai 70 mila agli oltre 130 mila euro. Uno scenario paradossale, triste, che di europeo nel senso migliore del termine sembra avere sempre meno e che può essere decifrato anche attraverso la quantità di Ferrari o Maserati che sfrecciano, senza regole, lungo le nostre autostrade.

 

Vittorio Bonanni

21/03/2011

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fonte: blog.libero.it/lavoroesalute