DATECI UNA MANO, MARCHIONNE NON DICE LA VERITA’
Mimmo Loffredo è un giovane operaio della Fiat di Pomigliano, ha 29 anni ed è esperto della FIOM, è segretario del circolo PRC Fiat -auto Avio di Pomigliano. Controlacrisi.org lo ha intervistato.
Red – Com’è la situazione in questo momento?
Mimmo: Preoccupante, c’è scoramento da parte dei lavoratori e delle lavoratrici, ma la maggior parte è convinta che il ricatto che Marchionne ci pone è da respingere, come ha scritto ieri una nostra compagna: la Fabbrica Italia ci vuole schiavi moderni.
Red – Ma perchè Marchionne fa questo? A noi pare che Pomigliano stia diventando una questione centrale per ridisegnare i rapporti di forza utilizzando la crisi ed il ricatto per passare poi in tutto il paese.
Mimmo: E’ così, questa mattina ne abbiamo avuto conferma al convegno dei giovani industriali, Sacconi, Marcegaglia, Tremonti hanno fatto più passaggi su questa vicenda, questo accordo vuol ridisegnare i rapporti di lavoro tra dipendenti e imprenditori. E’ una sorta di accordo pilota, per comprimere attraverso il ricatto della delocalizzazione i diritti ed i salari.
Red – Qual è la cosa più inaccettabile fra le cose che vi vogliono imporre?
Mimmo: Sono due, la prima è la clausola di esigibilità che prevede sanzioni per chi fa sciopero, di fatto impedirebbe ai quadri sindacali di poter organizzare i lavoratori, la seconda è la volontà di voler fare i contratti individuali tra impresa e lavoratori. Di fatto si deroga all’art.18 con un contratto che violerebbe una legge quadro, una cosa che oltre ad essere incostituzionale, di fatto peggiorerebbe le condizioni di lavoro e di salute degli operai.
Red – Ferrero che ha detto che è vergognoso il silenzio dell’opposizione di centro sinistra, oggi ad esempio su repubblica online c’è una frase di Marchionne che ripropone il ricatto con belle parole, facendo passare la Fiom come un’entità di un altro pianeta. Che dobbiamo fare?
Mimmo: Innanzitutto occorre sostenere la Fiom, l’attacco è pesante, è evidente che vogliono marginalizzare dal paese il conflitto sociale. A me mi fa incazzare il fatto che molta di quella stampa che protesta giustamente contro il bavaglio è la prima ad imbavagliare le lotte dei lavoratori. Serve un’operazione verità, il web può far molto, dateci una mano, ci vorrebbe un “NO MARCHIONNE DAY” come azione collettiva, anche perchè questa vicenda dice che l’attacco non è rivolto solo a noi ma a tutti i lavoratori del paese.
Redazione www.controlacrisi.org
MARCHIONNE VUOL FAR DIVENTARE GLI OPERAI ITALIANI COME QUELLI CINESI, VERGOGNOSO CHE DI PIETRO E BERSANI NON DICONO NULLA.
La trattativa Fiat di Pomigliano costituisce il fatto politico più importante di questi giorni.
Marchionne tenta infatti con un ricatto di obbligare sindacati e lavoratori ad accettare condizioni di lavoro e di diritti peggiorativi del contratto nazionale di lavoro e delle leggi dello stato italiano.
Il governo invece di spalleggiare la Fiat nella sua azione di demolizione dei diritti dei lavoratori metta la Fiat davanti alle sue responsabilità: o rimane a Pomigliano o restituisca tutti i finanziamenti pubblici che ha avuto.
Vergognoso che dalle forze politiche di centro sinistra non si senta nulla: cosa dicono Bersani e Di Pietro sul ricatto messo in campo dalla Fiat?
LA POSIZIONE DEL PD E’ ARRIVATA. VERGOGNOSA, STA CON I PADRONI
(ANSA) – ROMA, 12 GIU – «La posizione del Pd, che sul diktat della Fiat su Pomigliano d’Arco sta con i padroni invece di stare con gli operai, è vergognosa. Vuol dire solo accettare il ricatto della Fiat». Lo dice il leader del Prc Paolo Ferrero. «La minaccia di chiusura di Pomigliano da parte della Fiat è inaccettabile. La Fiat andrebbe invece messa con le spalle al muro e gli andrebbero chiesti indietro i finanziamenti che ha incamerato dallo Stato in tutti questi anni».
fonte: blog.libero.it/lavoroesalute





