CONSIGLIO UE; LE BANCHE NON SI TASSANO I POPOLI SI SALASSANO

La proposta di una tassazione sulle banche «suggerita» dal Consiglio Ue verrà portata sul tavolo del G20 a Toronto, e verrà introdotta «solo con l’accordo di tutti». Cioè, non verrà accolta. Lo riferiscono fonti italiane al termine del vertice Ue smentendo di fatto la Merkel che aveva spinto in questa direzione. Senza l’accordo di «tutto il mondo industrializzato muore la competitività delle banche europee rispetto a quelle Usa” hanno detto queste “fonti” italiane che evidentemente hanno più a cuore gli interessi delle banche italiane che della nostra nazione. Chi pensava che almeno qualche granello di sabbia venisse inserito per far pagare almeno un pezzettino della grande crisi ai settori finanziari che l’hanno provocata è servito. Del resto non bisogna aspettarsi molto dal blocco d’interessi finanziari del vecchio continente, esso pensa al profitto non a chi non arriva a fine mese. Così, l’Europa non blocca la speculazione ( non vieta la vendita dei titoli di stato allo scoperto), non tassa le banche per garantire la competitività, ma detta le linee ai governi per far pagare lacrime e sangue alle classi popolari in nome della responsabilità nazionale. Centro destra e centro Sinistra, popolari e liberali, democratici e nazionalisti, quando si tratta di difendere i poteri forti sanno da che parte stare, lo confermano le parole finali del presidente della commissione Van Rompuy spiegando il testo delle conclusioni del vertice. Nell’ambito della sorveglianza sul bilancio, un ruolo molto più importante sarà dato ai livelli ed evoluzioni del debito e alla sostenibilità complessiva, come originariamente previsto nel Patto di stabilità e di crescita.

17/06/2010

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute