Tu vuo’ fa’ l’americano: scoppia in Italia la moda del Rodeo

Il mito del Far West nel nostro Paese sembrava tramontato: finita l’epoca dei grandiosi film western all’americana o all’italiana, pochi ormai i bambini che si divertono a giocare a cowboys e indiani. Ed invece si scopre che ci sono migliaia di persone in Italia che affollano gli spettacoli e le gare di rodeo e ci sono anche molte persone che ci provano, gareggiano e filosofeggiano su questo mito e sulle scariche di adrenalina che si provano a domare animali selvaggi.

Il rodeo è nato ed è molto diffuso negli Stati Uniti ed in Messico, è sport nazionale in Cile, ma da qualche anno si sta diffondendo anche in Europa e in Italia. A Voghera (PV) il Cowboys Guest Ranch, con il suo Palatexas da 1400 posti, pare sia sempre tutto esaurito; qui non c’è solo rodeo ma un’offerta completa al pubblico con vari intrattenimenti per tutte le età dalla monta dei tori e dei cavalli al gioco di “acchiappa la capretta” per i più piccoli, dalle enormi bistecche al bar saloon. C’é un’associazione, l’IRCA con sede in provincia di Alessandria, che riunisce gli appassionati di rodeo in Italia e organizza eventi anche internazionali.

In Toscana, i cowboys professionali (i butteri), spesso danno anche spettacolo della loro bravura. Ed ora sta per arrivare in Italia uno spettacolo itinerante di rodeo americano (il più cruento), il Rodeo Europe Tour 2009. Contro questo tour è nata una mobilitazione a livello europeo (www.antirodeo.org/italian.htm) portata avanti in Italia in particolare dal Movimento Antispecista (www.antispecismo.it). «La gente si diverta un po’ come vuole. Basta non faccia male a nessuno» è un’affermazione che nel caso del rodeo non pare calzante. Se tutto è una finzione, come un gioco, ed il ragioniere e il commerciante il lunedì lasciano frange e stivali per la solita grisaglia, veri sono però gli animali che subiscono questa forma di sopraffazione. Sono veri il loro terrore e la loro sofferenza. Un po’ come nei vari Palii dove in mezzo al finto Medioevo ciò che è vero, in carne ed ossa, sono i cavalli, gli asini, le oche o i buoi che a seconda delle località ne sono l’oggetto. Il piacere di chi gioca al cowboy tra l’altro sta proprio nel montare un animale che non vuole essere montato, selvaggio o terrorizzato che sia, e a condurre spaesati vitellini. Meno il toro o il cavallo è accondiscendente più si fa spettacolo e più adrenalina scorre tra il pubblico. Il rodeo pare rappresentare, insomma, una sorta di metafora del rapporto dell’uomo con gli altri animali, che è essenzialmente di dominio.

Rossana Vallino

17/09/2009

Liberazione

fonte: blog.libero.it/lavoroesalute